Web 3.0, tra Tecnologia e Umanità
Data: 26.05.09 | Autore: PAN |
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No comment!Il 19 e il 20 maggio 2009 a New York si è tenuta la conferenza sul Web 3.0
Come, direte, l’era del Web 2.0 si è già compiuta? Ma su cosa si poggerà il Web 3.0?
Molte le discussioni sull’argomento. Le più diffuse parlano di agenti personali (frutto di complessi algoritmi) che, interagendo con il web in modo quasi umano, ci aiuteranno a orientarci nelle nostre navigazioni. Ci aspetta una trasformazione del web in un enorme database di concetti e conoscenze, dotato di strumenti intelligenti in grado di cercare con precisione, mettere in relazione, capire automaticamente il significato dei contenuti e di ragionare su di esso, estraendone informazioni.
Tutto dovrebbe portare alla creazione del web semantico, un ambiente in cui i documenti pubblicati siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico: il web verrebbe così costituito da una trama significante che linkerebbe ogni termine ad altri utili per la sua comprensione. Insomma dopo un WEB che ci ha proiettato in una dinamica sociale, facilitando le interazioni e la creazione di contenuti diffusi, un WEB più personale, che faciliterà il filtro di contenuti più mirati e unici.
La discussione è già vivace: qualche giorno fa abbiamo trovato un articolo di Judy Shapiro su Adage (link). La Shapiro si interroga già sui rischi del Web 3.0.
Come abbiamo visto, si suppone che con l’affermazione del Web 3.0 ogni utente avrà un suo web, un web cha saprà anticipare le sue esigenze e soccorrerlo nei momenti di indecisione, un web programmato e automatizzato per selezionare e fornire le informazioni in modo intelligente. E’ proprio nell’accento sull’automatizzazione che le riserve di molti si riflettono: si suppone che l’umanizzazione del web avverrà grazie a complessi algoritmi che impareranno dai nostri comportamenti di navigazione e ci diranno cosa è meglio per noi. Da questo punto di vista sembra che sarà la sola rivoluzione tecnologica ad affermare il nuovo web. La Shapiro osserva che “se questo futuro web sarà focalizzato solo sulla tecnologia, non può avere successo. Ciò che è necessario in egual misura oltre alla tecnologia è l’introduzione del fattore umano: fiducia”.
Il problema che solleva la Shapiro è che in questa visione l’azione umana viene declassata da attrice e spettatrice, la tecnologia elevata a guida e selezionatrice delle informazioni, il tutto costruito intorno ad un’indiscussa fiducia nelle capacità che le tecnologie del Web 3.0 potranno avere.
Infatti, una volta che queste tecnologie diventeranno realmente diffuse, determineranno una metabolizzazione nella società, e sarà questa che influenzerà la creazione di una situazione nuova. Quando l’innovazione reale esce dall’ambiente tecnologico per entrare nell’ambiente sociale, allora produce un cambiamento delle regole e dei principi del mondo reale, e di fatto la forza modellante delle società/socialità umana non può essere prevista prima ancora che la tecnologia in questione si diffonda.
La morale? quale che sia l’evoluzione del web, abbiamo imparato che la tecnologia WEB produce molta innovazione proprio perché si innesta rapidamente nella società e nell’innesto si evolve ancora più rapidamente.
WEB 3.0? Il consiglio è semplice: non farsi sorprendere, le cose cambieranno e sarà impossibile stare a guardare. Postate…postate…


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