Cosa imparare dal marketing vincente di Obama
Data: 6.11.08 | Autore: Gianfranco Vallana |
Facebook |
Twitter |
Del.icio.us |
No comment!
Lo sapevate? Qualche settimana prima delle elezioni, Obama era stato nominato “uomo di marketing dell’anno” dall’associazione degli utenti di pubblicità americana. Il principale merito, secondo uno dei votanti: “to be able to create a social network and do it in a way where it’s created the tools to let people get engaged very easily. It’s very easy for people to participate” Obama Wins AdAge.com Vote in Landslid.
Visto che la vittoria è stata clamorosa anche per dimensioni, è indubbio che la campagna di Obama ha funzionato, eccome. Abbiamo trovato 3 articoli che vi riassumiamo insieme al nostro commento, per cercare di trarre a caldo dei learning che vogliamo condividere con voi.
1) Il primo articolo What Marketers Can Learn From Obama’s Campaign è di Al Ries, il famoso guru del positioning e parla della forza del messaggio di Obama. La sua tesi è semplice: Obama ha conquistato saldamente, fin dall’inizio l’idea “change” nella mente dei consumatori. E’ andato avanti senza tentennamenti, ha proposto con semplicità e continuità lo stesso messaggio.
2) Il secondo articolo, How Obama Killed ‘Election Day’ and Became President scritto dall’esperto di media Pete Snyder, parla invece del modo in cui il messaggio è stato distribuito. Il cuore dell’articolo sta in questa affermazione: “As we marketers understand, much has changed over the past six years in how consumers, let alone voters, gather and process information and then make decisions. Voters have more access to information and more touch-points and influencers in their lives than ever before. Oftentimes, this causes consumers and voters to make decisions on brands they like, products they want to buy or candidates they want to support much earlier than they did in years and decades past.”
3) Il terzo articolo “Obama’s victory and the power of wikinomics“, scritto a Luglio da Don Tapscott, l’autore di “wikinomics”, parla invece dei principi ispiratori della campagna. “Obama has embraced many of the other principles of wikinomics as well. Two of the most important are openness and transparency. Obama has been more open than any candidate in recent memory, and when problems with his campaign have emerged his responses have stayed true to these principles”
Quali sono i learnings, in sintesi? Noi suggeriamo i seguenti e ci spettiamo una vivace discussione. Prima di commentare però, andate subito a vedere i due siti di Obama e Mccain… . Avrete probabilmente subito la vostra risposta.
1) Obama ha vinto con un posizionamento strategico più semplice e solido.
Un uso sapiente del positioning di brand. Coerenza assoluta nel tempo all’idea base ed al posizionamento centrale, “Change” anche quando gli avversari cercavamo di dire “noi siamo più bravi di lui a cambiare”.
Dunque non si può attribuire l’efficacia del marketing di Obama solo all’innovazione, ma anche ad un perfetto “back to the basics”
2) Obama ha capito che i “voter, come i “consumer”, possono essere attratti da un buon posizionamento, ma poi vogliono essere in charge del processo di approfondimento. La strategia di Obama è stata vincente non perché ha usato tutti i canali del 2.0. questo lo hanno fatto anche gli altri. Obama ha usato una filosofia di approccio mirata a dare empowerment al voter. Così come sono i consumatori in charge oggi, così lo devono essere i voter.
3) Obama ha utilizzato con rigore i principi, non solo i canali, del WEB 2.0.
I principi più importanti? Apertura e trasparenza. In pratica, ha definito una promessa semplice, e ha dato la possibilità ai votanti di andare a capire, da soli e confrontandosi con gli altri voter, se la storia che Obama raccontava sul “change” era vera, e quanto era solida. Ennesima dimostrazione che nel mondo del web 2.0 conta si saper maneggiare gli strumenti, ma conta soprattutto la filosofia giusta.
Gianfranco Vallana, managing director Pan Advertising


Home
Clienti-News
Clienti-News
Facebook
Photo
Video
Links
Certamente il merito della vittoria di Obama va attribuito a molti fattori concomitanti. Però è indubbio che dal punto di vista della comunicazione tutto è risultato estremamente coerente e guidato da uno stile tagliato a misura della sua persona.
Obama ha detto e si è comportato nella sua campagna in modo tale da conquistare e coinvolgere i voter del web 2.0 trasformandoli in diffusori convinti delle sue idee. Dunque è vero, la forza di questo candidato è stata molto nell’aver capito e usato in modo intelligente oltre che corretto le nuove opportunità offerte dalla rete.
Quale altra lezione se ne può ricavare?
La prima, a mio avviso, è di carattere generale perché ancora una volta dovrebbe farci riflettere sui vantaggi del rigore anglosassone nella comprensione e nel rispetto delle regole: per far sì che una cosa funzioni bene bisogna capirla e applicarla bene, senza licenze e improvvisazioni. In Italia questo principio ha sempre fatto fatica ad essere riconosciuto come tale con il conseguente sperpero di tempo, denaro ed energie di cui si potrebbero fare gli esempi che tutti conosciamo.
L’altra, legata alla prima, è che nel caso del web 2.0 le trasformazioni sono così profonde e viaggiano ad una velocità tale che non c’è tempo da perdere. Chi non si attrezza ed entra nel gioco adesso perderà delle opportunità che non si ripresenteranno domani con gli stessi spazi. E questo riguarda tutte le aziende che comunicano con i consumatori dei loro prodotti così come qualsiasi politico o partito nei confronti dei suoi elettori. C’è poco da stare alla finestra.
Giorgio Bonifazi Razzanti
Io credo che, al di là delle strategie di Marketing ben organizzate soprattutto per quanto riguarda coerenza e rispetto per i destinatari, parte del successo sia da ricercare nella personalità di Obama.
Rappresenta perfettamente il sogno americano del self-made man, è esteticamente piacevole, ricorda Kennedy, comunica bene sia a livello di contenuti che di sentimenti. Sappiamo perfettamente che il “target” è sempre più mutevole ed imprevedibile per un prodotto, figuriamoci per un Presidente degli States! Forse se avesse avuto un rivale diverso le cose non sarebbero andate esattamente così…
Ritornando al Marketing concordo pienamente con i pareri ben più autorevoli che abbiamo letto, anche se ci dobbiamo ricordare che le analisi sono state fatte da Americani sugli Americani, sono assolutamente convinta che qualsiasi forma di Marketing debba in Europa debba tener conto delle diversità che ci sono tra un “destinatario” americano e uno europeo. In Italia il tipo di comunicazione di Obama avrebbe avuto lo stesso effetto?
Buona giornata e buon lavoro.
Daniela Casasola
Concordo con le considerazioni di autorevoli analisti/analiste che si sono espressi fin quì in merito alle chiavi del successo del marketing di Obama:innovativo utilizzo del web 2.0, comunicazione e messaggio coerente, personalità carismatica di un autentico “self made man”.
Aggiungo che, a rendere la comunicazione di Obama efficace agli occhi del popolo americano e dell’intera platea mondiale, ha contribuito in modo determinante un aspetto:
la sua capacità di far sentire gli elettori “realmente partecipi” al cambiamento.”Yes, we can” non è solo uno slogan poliitico forte e diretto, ma nel modo in cui Obama lo ha comunicato,è un vero e proprio richiamo all’azione collettiva,ben diverso dal richiamo alle armi di Bush.Non semplicemente un manifesto politico di buone intenzioni ma un risveglio positivo delle coscienze in cui ognuno può fare la sua parte perchè può cambiare veramente la sua fetta di realtà.
Io da cittadina italiana e curiosa osservatrice della politica internazionale l’ho percepità così.
Grazie a tutti voi per il prezioso spunto alla riflessione.